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Un po' di storia

La Bassa parmense, zona di notevole interesse politico e culturale per la sua posizione geografica, è stata sempre abitata da famiglie aristocratiche. Tra le più note, che stabilirono qui il loro dominio, ricordiamo i Sanvitale, i Rossi, i Meli Lupi e i Pallavicino. Molte loro dimore fanno parte oggi del circuito dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza e sono aperte al pubblico

Tre sono i grandi pellegrinaggi compiuti dai fedeli nel Medioevo: verso Roma, verso Santiago di Compostela e verso Gerusalemme. Per arrivare a Roma, in particolare, i pellegrini che partivano dal nord Europa percorrevano la cosiddetta “Via Francigena”.
Come spesso accadeva in passato, la via non era una sola ma si prestava a numerose varianti. Lungo i percorsi più battuti spesso sorgevano chiese con annessi ospizi per i pellegrini, tuttora riconoscibili per lo stile architettonico (romanico), la simbologia utilizzata.

La Bassa è uno dei luoghi in cui, più che altrove, si combatte l’eterna battaglia tra uomo e natura: le terre umide e fertili vicino al Po sono coltivate da millenni e campi, pioppeti, argini, canali e cascine modellano il paesaggio; ma, talvolta, i capricci del Grande Fiume – amato e temuto dai suoi abitanti – sconvolgono i confini e riguadagnano spazi alla natura selvaggia in un delicato e cangiante equilibrio.

La Bassa è a pieno titolo uno dei personaggi principali dei racconti di Giovannino Guareschi (1908 – 1968) al pari di Don Camillo e Peppone, per questo, chiunque abbia amato i suoi libri, tradotti in quasi tutte le lingue, o visto i film con Fernandel e Gino Cervi, di cui l’autore stesso curò le sceneggiature, desidera vedere almeno una volta i luoghi descritti.
Guareschi, giornalista, vignettista e romanziere, nacque a Fontanelle di Roccabianca, visse e lavorò a Parma, Potenza, Modena e Milano, ma i ricordi della sua terra natale rimasero sempre vivi in lui e lo accompagnarono perfino nei campi di lavoro, in Polonia e in Germania, dove scrisse e illustrò La Favola di Natale (1944) che, musicata da Arturo Coppola, suo compagno di prigionia, venne rappresentata al Teatro Verdi di Busseto nel 2008, in occasione del centenario dalla nascita dello scrittore

La ragione per cui la frazione di Roncole, in Comune di Busseto, dal 1963 si chiama Roncole Verdi è perché proprio qui, il 10 ottobre 1813, in una casa che fungeva anche da osteria e bottega del paese, nacque Giuseppe Verdi, il più celebre compositore italiano.

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E se il gioco si fa duro, vale la pena concluderlo con un giro alle terme per rilassarsi e riacquistare le forze perse a macinare chilometri trasportando pacchi e pacchettini…

Itinerari

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